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Pane - Volume III (Emiliano Billai)

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"Il paradiso non è altro che una pioggia di sangue caldo sulla pelle."

Assapora l'epilogo della Trilogia degli uomini di legno e di sangue.

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Dettagli

Pane Vol. III - La leggenda degli uomini di legno e di sangue 
Autore: 
Emiliano Billai
Anno: 2012

Formato: 21 x 12,5
Pagine: 824
Collana: Collana Fantasy LaPiccolaVolante
Genere: Dark Fantasy
ISBN: 9788897785026

La leggenda degli uomini di legno e di sangue è l'epilogo della trilogia dark fantasy che racconta il mito nero dei PanHuy, i figli che Foresta crea e nutre ogni volta che è costretta a pulire la pelle del mondo dalla violenza scatenata dagli uomini. In un territorio diviso in tre schieramenti, fra Uomini, Ombre ed Eterni, l'ultima guerra si combatterà per riportare tutto alla normalità, per cancellare gli errori, per scoprire il velo polveroso delle leggende che soffocano la verità. L'ultimo battito di Foresta sta arrivando. "Il paradiso non è altro che una pioggia di sangue caldo sulla pelle".

N.B Per il linguaggio e gli eventi descritti è adatto a un pubblico di lettori adulti.

Breve estratto:

Godan sta per alzarsi, turbato. Ancora fissa la montagna, morbida di fronde sopra di lui. La fissa da quando ha stretto e rigonfiato il proprio cuore. Da quel primo battito. Quanti demoni, quanto nuova è questa maledizione? Montava il teatrino della guerra, con pazienza, con sicurezza. Scopre di aver dato per scontate le misure, le forme. Non è più come prima.
Non saranno più le cronache della sua guerra. La comparsa di inaspettati e molteplici malefici sgretola ogni piano. Sarebbe dovuto partire a caccia, lui con il suo popolo, di nuovo sazio, di nuovo in forze. Invece, senza preavviso, è comparso il primo panhuy, troppo presto.

Oggi la foresta ne ha battezzato uno nuovo.

[pag.123]

Recensioni

Valutazione 
03/07/2018

Epilogo dal carattere epico

Il vol. 3 della saga fantasy/noir “Pane” rappresenta un’evoluzione a più dimensioni rispetto a quanto introdotto nei primi due volumi. Evoluzione di contenuti e di pensieri. Quello che mi ha sorpreso maggiormente è l’abilità con cui l’autore è riuscito a far vivere insieme azione, introspezione, e movimenti di scena collettivi per tutto il romanzo (parliamo di oltre 800 pagine di romanzo). Ovviamente, sulla scia dei precedenti due volumi, i grandi protagonisti sono i Panhuy, ma in questo volume non sono i soli grandi protagonisti. Intanto, la metamorfosi dei Panhuy raggiunge il culmine offrendo al lettore un’immagine nuova degli uomini di legno e di sangue. Ma poi, grandi protagonisti sono anche la Forza della natura e la Guerra, intesa come guerra tra razze. La prima permea ogni pagina del romanzo e domina, governa la scena come un dio che non si aspetta né seguaci né preghiere, né tantomeno miracoli. La seconda muove la scena, i conflitti dei e tra i personaggi, impatta sulle loro decisioni, come un dio fatto invece di dogmi, regole, convenzioni e interessi e, soprattutto, Paura.
Arse, Ombre, Uomini e Panhuy si scontrano, stringono alleanze, tradiscono, combattono, muoiono, nel nome di “leggende” sulle razze, ma iniziano pure a dubitare, che tutto quello che sanno o che gli hanno fatto sapere non è quello che sembra. Tra la moltitudine di personaggi che popolano la storia, tutti caratterizzati nel profondo, mi sono rimasti impressi soprattutto Lero, Matea, e Sele, per la famiglia che rappresentano, anche metaforicamente (e questo romanzo di metafore ne è bello carico). Sele è meravigliosa sin dalla sua comparsa. Il gruppetto diretto a Odra (una sorta di fortezza della rinascita) rappresenta, per me, il simbolo della speranza. Gruppetto non sempre unito (efficacissimi gli scambi tra Bleda e Lero), ma che placa spesso i contrasti, e che comunque avanza verso Odra senza fermarsi. Dallo scontro presso Odra in poi, nel romanzo entra potente l’introspezione, il caratterizzare personaggi e ambientazione e sentimenti e istinti fino al profondo più sensoriale possibile, con un’attenzione al dettaglio e alle suggestioni che sembra quasi ossessiva (in senso buono, s’intende) e, per questo, forse, il vol. 3 rappresenta una lettura più impegnativa rispetto ai precedenti volumi. Non è per tutti, ma i palati fini che ne vorranno assaporare il sapore dolce-amaro e pungente non rimarranno delusi. Lettura non facile, non da spiaggia, che porta spesso a riflettere, ma che vi farà rimanere anche col rimpianto quando sarete giunti alla Fine. Del resto: “Fine non ha bisogno di vita, se la ride del Tempo, del pieno e del vuoto. Caccia la sua preda, viva la divora e la cancella, ma lei, Fine, è per sempre.” E per sempre vi rimarrà dentro la fine di questa saga epica. Che poi, magari la fine non è...

Valutazione 
07/08/2015

Il Battito della Leggenda!

La vendetta e l'odio qui vengono decostruiti, resi puri dalla totalità dell'intento.
La Terra, madre e regina: una leggenda che pulsa ed esce dalle pagine, aleggia nell'aria, si insinua negli occhi del lettore mostrandogli, poi, un nuovo modo di essere.
Il punto di vista mobile gioca un ruolo fondamentale: il lettore è dentro tutti i personaggi, vede come loro, sente come loro, vive, uccide e muore come loro.

Tutto questo per dire: leggetelo, finché non lo farete non vi renderete conto di che Storia vi state perdendo!

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