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Il Gergo delle noci

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“I silmehej sono creature leggendarie; probabilmente non esistono, ma a molti piace credere di averne incontrato almeno uno nella propria vita..”

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Dettagli

Il Gergo delle noci

Autore: Daniela Alvisi

Illustrazione di copertina: AkiMao (Marta Longhini)

Anno: 2016

Formato: 13,5x21 cm (brossura)

Pagine: 272

Collana: Collana Fantasy LaPiccolaVolante

Genere: Action Fantasy

ISBN: 9788897785125 

Gergo è cresciuto in una piccola casa sul limitare della foresta insieme a Christine e i suoi fratelli; è così che si chiamano tra di loro anche se a legarli non c’è un reale vincolo di parentela. Le uniche visite sono quelle della bionda signora della Contea, misteriosa amica di Christine, e di Messer Gatto, un felino che secondo Gergo porterebbe solo iatture a ogni sua comparsa. Tutto cambia il giorno in cui il giovane Gergo ascolta per caso una conversazione fra Christine e la signora, e viene così a scoprire un terribile segreto che lo riguarda in prima persona. La sua reazione è furiosa e incontrollata e lo porta ad abbandonare la casa, lasciando Christine nello sgomento. In quel momento diventa un cacciatore di limiti.

 Vai al diavolo, Christine! Quello che non vuoi dirmi lo scoprirò da solo. Resta nel tuo mondo di limiti! Sai che farò, io? Li sfiderò uno a uno. Sarò il cacciatore di limiti, li oltrepasserò tutti e vivrò nutrendomi di quegli attimi. Il primo l’ho appena superato. Eri mia sorella. Ora niente è più vero. Addio!”

 Dopo la fuga, dovrà affrontare molte prove e il passato tornerà a galla sotto forma di demoni e oscuri personaggi. Da solo dovrà scoprire lo spietato e pericoloso passato da cui Christine ha cercato di proteggerlo fino a quel momento, arrivando fino alla Grande Contea dei temibili Grai. L’unico suo bagaglio è l’inseparabile guscio di noce che porta con sé fin dalla culla; su di esso è inciso uno strano simbolo, il caltrop a cui sono legati la sua origine e il suo destino. A quella noce se ne uniranno altre, in un rigoroso rituale: “Una per ogni limite superato e mezza per quello ancora da superare.”

 A vegliare sui di lui c’è Nargul, voce senza corpo che arriva sempre nei momenti di pericolo imminente per suggerirgli cosa fare, e un vecchio mago che si troverà lungo la sua strada al momento giusto. Nella sua grotta Gergo verrà a conoscenza delle incredibili leggende sui silmehej, le “anime incerte” in bilico sul confine fra l’umano e l’immortale. Incerte come i passi che lo condurranno al gran finale.

 “Nel linguaggio del bosco, silmehej significa anima incerta, ed è proprio questa la loro natura. Nascono dagli umani e hanno, a loro volta, sembianze umane, ma in certe situazioni possono cambiare aspetto. Di solito assumono quello di un animale, ma non sono loro a scegliere in cosa trasformarsi…”

 Un libro in cui si fondono vendetta e magia, una storia che porterà il lettore a scoprire realtà parallele in cui strane creature muovono i fili della storia e portano a compimento grandiosi destini.

Breve estratto:

Il destino di un silmehej è grandioso e crudele al tempo stesso.

Quando lo skil avverte gli ultimi istanti del corpo mortale, si fortifica e accumula energia fino a esplodere letteralmente. Delle spoglie del silmehej non rimane traccia, nemmeno la polvere. È come se lo skil rivendicasse furioso la sua libertà, dopo una vita di prigionia. La nuova creatura conquista l’immortalità con un dolore indicibile, si fa largo forzando le ferite come serrature e risveglia prepotentemente il corpo, per distruggerlo. Poi il dolore finisce e arriva la trasfigurazione. Lo skil placa la sua rabbia e si riveste di una nuova luce che lo accompagnerà per sempre.

Così nasce un silbehal, un’anima risorta. Ogni resurrezione ha bisogno di una morte plateale.

[Capitolo 18, Trasfigurazione - p.114]

Recensioni

Valutazione 
30/05/2016

Senza limiti!

Avevo voglia di un bel fantasy e ho iniziato a leggere il Gergo proprio per questo. L'inizio mi ha fatto girare la testa, lo ammetto... si è proiettati all'interno dalle storia dalla porta principale e in piena azione. Non sarà automatico ricollegare tutti i fili, almeno fino alla fine. Sono un amante dei salti di trama, mi rendono più attento nella lettura (invece di confondermi), io che attento non lo sono. I personaggi si muovono lungo fili precisi e dagli incroci netti e ben gestiti, hanno belle caratterizzazioni e non ci si può sbagliare o confondere nel leggere di uno o dell'altro. Ottima trama, non banale e bel finale. Ecco, forse l'unico appunto è proprio sull'arrivo del finale al quale sono dedicate poche pagine rispetto allo svolgimento generale di tutta la trama. Del resto è stata una bella lettura, piacevole e di ottimo intrattenimento. Ultimo ma non ultimo: edizione molto curata, dalla carta all'impaginazione passando per la copertina.

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