I Mangiadraghi (Emiliano Billai)

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Un libro illustrato a colori che racconta di un mondo che c’era una volta e c’è ancora, chissà dove e chissà quando, e di come Draghi e Mangiadraghi riuscirono a cacciare i cavalieri dal loro mondo con l’aiuto dei Titani

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Dettagli

I Mangiadraghi

di Emiliano Billai

 LaPiccolaVolante, 2018

Cartonato, illustrato a colori, 28x20 cm

112 pagine

Collana FavoledellaBuonanotte LaPiccolaVolante

genere: illustrato per bambini

Storia e illustrazioni interne: Emiliano Billai

ISBN: 9788897785279

Questa è la storia delle creature dimenticate, delle creature mai raccontate. Questa è la storia del sacrificio dei primi draghi, i Grandi Re Sovrani del mondo che c'era una volta e ancora si trova, chissà dove e chissà quando. Mettetevi comodi e immergetevi nelle cronache de I Mangiadraghi.

 

I Mangiadraghi è una fiaba fantasy. Racconta come e quando sono nati i mangiadraghi, le squamose creaturine dai denti affilati incaricate dai primi draghi di portare equilibrio nel mondo delle creature magiche che, senza di loro, sarebbe stato distrutto per il moltiplicarsi fuori controllo dei grandi e potenti draghi. L’edizione cartonata e illustrata a colori è adatta a un pubblico ampio, dai bambini in fase prescolare, che potranno ascoltare come fiaba della buonanotte le avventure di Chineri e dei suoi amici, a tutti i lettori che amano i draghi e le creature della tradizione fantasy. Il libro è suddiviso in tre capitoli: la trasformazione degli uomini in Mangiadraghi grazie al sacrificio dei Draghi Sovrani, che hanno ceduto le loro code in cambio dell’equilibrio sul mondo che c’era una volta e che c’è ancora chissà dove e chissà quando; l’ingresso dei cavalieri e dei cacciatori di draghi che scatena il litigio fra Draghi e Mangiadraghi e infine la caduta dei Re degli uomini grazie all’alleanza fra Draghi, Mangiadraghi e Titani, che insieme hanno difeso e riportato la pace nel Regno delle creature magiche.

I Mangiadraghi, creato e illustrato da Emiliano Billai, ha l’innegabile pregio di essere una fiaba moderna in grado di affascinare i bambini e di coinvolgere anche i più grandi. (Veronica Maramonte su JustNerd.it)

Recensioni

Valutazione 
18/04/2018

La consiglio a tutti: bambini e, soprattutto, grandi

Questo libro fa parte della collana "Favole della buona notte" della casa editrice LaPiccolaVolante, ma rappresenta molto di più di una fiaba ordinaria, nel senso di come siamo abituati a intendere le favole per bambini. Dico solo che, con mia figlia, siamo ancora a metà della metà. Ma io non ho resistito, me la sono voluta leggere e godere tutta.
Intanto il volume "I Mangiadraghi" - come artefatto - è un'opera d'arte e, a osservarla bene, si avverte l'amore e la cura dei dettagli, quelli magari piccoli ma che fanno la differenza; come si avverte anche la passione che LaPiccolaVolante mette nel creare i propri prodotti.
La copertina rigida decorata al centro dallo stemma di "I Mangiadraghi", due draghi in uno, e in basso da un drago verde e ondulante che sembra volersi animare da un momento all'altro; la carta spessa e liscia delle pagine; le illustrazioni che permettono ai più piccini di conoscere da vicino i personaggi della storia, disegnate con uno stile e un tratto che scaraventano immediatamente nella dimensione magica in cui si svolge il racconto. Ovvero, come ci dice il ritornello della fiaba, in quel mondo che: "c'era una volta e ancora si trova, ma chissà dove e chissà quando".
Un piccolo grande dettaglio narrativo, quello del ritornello, che in un rigo ci ricorda che le storie e i personaggi non muoiono mai. Una volta lasciati andare rimarranno per sempre nei ricordi e nel cuore di chi farà la loro conoscenza. Il ritornello ci ricorda che l'immaginazione non ha limiti di tempo e di spazio, estende la realtà, il mondo come lo conosciamo, regalandoci emozioni che vengono rievocate tutte le volte che il pensiero vorrà volare in quei luoghi oltre i confini del mondo apparente. Confini plastici, pronti a essere estesi ogni volta che ci mostreremo disposti ad ascoltare la voce della creatività, senza vergogna, senza sentirsi ingenui, a qualsiasi età, sentendoci ancora più vivi di quanto la mera esistenza ci faccia sentire. Tutto questo è quello che ogni pagina di "I Mangiadraghi" trasuda e, per chi lo avesse dimenticato, ricorda.
Ma adesso veniamo alla storia. Come ogni fiaba che si rispetti, la storia è una metafora continua riguardo a come va il mondo reale, la società; riguardo a quello che c'è di buono, di malvagio e di necessario; riguardo alle caratteristiche più bieche della natura umana, ma anche riguardo ai valori che vale la pena difendere e acquisire per crescere come individui pensanti, civili e, soprattutto, in eterna condivisione con l'altro. Valori che ci ricordano che la vita e la nostra presenza a questo mondo è un privilegio, e come tale andrebbe omaggiato nel rispetto reciproco.
Senza commettere l'imperdonabile errore di svelarne i particolari, tutto inizia quando creature magiche stringono un patto con gli uomini. Un'alleanza tra due mondi eterogenei in favore dell'equilibrio, della mutua sopravvivenza. Dal patto nasce un'altra specie di creature semi-magiche che rappresenteranno il fulcro della storia. Come qualsiasi frutto di qualsiasi accordo stipulato in favore del bene, le creature semi-magiche diventeranno i detentori del bene stesso, con tutto quello che ne consegue. Ma si sa, l'ottimo globale è duro da mantenere e la tentazione dell'ottimo locale è forte. Il saggio si trasforma nel presuntuoso, la tolleranza tramuta nell'imposizione, il potere nella prevaricazione, si diventa ciechi e sordi di fronte all'evidenza che mina il proprio dominio, e accade che qualcosa di inaspettato e spiacevole fa vacillare quell'equilibrio tanto desiderato in origine. Una parte viene meno al patto. L'uomo inizia la sua crociata contro la magia della pace e scoppia il conflitto. Conflitto che nella chiusura della storia avrà una risoluzione avvincente e sorprendente.
La storia è capace di mostrare tutto questo rispettando le due tipologie di lettore a cui è destinata, per quanto differenti tra loro: i grandi e i piccini. Sì, perché "I Mangiadraghi" è anche una fiaba per grandi. L'autore è evidentemente consapevole che non si tratta di una fiaba ordinaria e che c'è un'abbondanza di contenuti formativi e pedagogici che chiaramente sfuggono ai bambini o, comunque, difficili da passare ai più piccoli. Allora decide di presentare la storia attraverso una meta-struttura. C'è una narratore, che è anche un personaggio della meta-storia sovrastante la storia dei mangiadraghi, e c'è un piccino a cui la storia viene narrata. E, vedrete, c'è anche la sorpresa finale, dove l'ennesima ricomparsa del ritornello chiuderà il cerchio e meta-storia e storia confluiranno magicamente in un unico punto. Come a dire: "stai attento piccino, che mondo reale e mondo immaginifico convivono". Ecco, per me, questo rappresenta un inno alla creatività come strumento per estendere, anche concretamente, la realtà.
Lo strumento narrativo della meta-storia è molto utile perché consente di fare pause di riflessione, di inframezzare ogni pezzo dell'avventura dei mangiadraghi con l'intervento del narratore verso il piccino. Io l'ho trovato un valido aiuto che l'autore mette a disposizione dei grandi che si troveranno, intrattenendo i loro piccoli con questa meravigliosa storia, anche a passargli quei valori e quegli insegnamenti che, si spera un giorno, renderanno i loro cuccioli dei grandi migliori. È uno strumento valido per riuscire a rispondere agli innumerevoli "perché?" o ai "ma che significa?" che i vostri piccoli vi sottoporranno. E questo continuo incalzare di domande è proprio quello che mi aspetto da una buona fiaba, scritta in modo sapiente.
Del resto, una favola che si rispetti deve intrattenere, far emozionare, commuovere, arrabbiare, scuotere l'animo e l'immaginazione, ma deve anche essere capace di trasmettere un qualche insegnamento ai più piccoli. La favola dei magiadraghi è capace di fare tutto questo ma anche di più.
Vedrete.
Non saranno solo i più piccoli, a imparare.

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